I Brooklyn Nets cedono nel finale e perdono 106 – 109 contro i Miami Heat

Domenica amara per i Brooklyn Nets che sperperano un vantaggio consistente negli ultimi cinque facendosi rimontare dai Miami Heat guidati da un Goran Dragic in stato di grazia.

Coach Kenny Atkinson non può ancora contare su Kyrie Irving che salta così l’ottava partita consecutiva a causa del dolore alla spalla destra (il numero 11 dei Nets ha ricominciato ad allenarsi ma senza contatti fisici), mentre recupera in extremis Nicolas Claxton per la panchina, dopo che la presenza del rookie era rimasta in dubbio fino all’ultimo per un indurimento del bicipite femorale sinistro.

La formazione titolare dunque non cambia rispetto alle ultime uscite, con il quintetto che prevede Spencer Dinwiddie, Garrett Temple, Joe Harris, Taurean Prince e Jarrett Allen.

 

I Miami Heat allenati da Erik Spoelstra, reduci dalla roboante vittoria sui Golden State Warriors e ancora imbattuti in casa, rispondono con una lineup formata da Kendrick Nunn, Duncan Robinson, Jimmy Butler, Bam Adebayo e Meyers Leonard.

 

L’avvio della gara vede subito come da copione uno Spencer Dinwiddie in grande spolvero per Brooklyn, capace di segnare da solo 8 dei primi 10 punti della sua squadra. Gli Heat rispondono con i canestri di Jimmy Butler e Bam Adebayo che permettono agli ospiti di andare avanti di due punti (12-10) al primo timeout con ancora sette minuti da giocare nel primo quarto.

Miami produce un interessante parziale di 10-0, subito ribattuto da Brooklyn con un controbreak di 13-0 che si riporta avanti nel punteggio di sette lunghezze sul punteggio di 23-16 con 4 minuti alla fine della prima frazione di gioco.

Gli Heat riescono a risalire nel punteggio nella parte finale dei primi dodici minuti, sfruttando la capacità della sua second unit – guidata da un fantastico Goran Dragic – di generare punti sulle seconde possibilità offensive recuperando rimbalzi in attacco (soprattutto con Silva), con il punteggio che alla fine del primo quarto vede Miami avanti di 2 sul 32-30.

Spencer Dinwiddie e Joe Harris sono autori di 20 punti sui 30 complessivi dei Nets (FG 7/10), mentre il resto della squadra tira un modesto 4/15 dal campo.

 

Nel secondo periodo le due squadre si alternano al comando senza che nessuna riesca a prendere effettivamente il controllo della partita: per Brooklyn DeAndre Jordan lotta come un leone ai rimbalzi, mentre per gli ospiti si segnala la mano caldissima di Goran Dragic, autore di 19 punti.

 

Nel finale di quarto i Nets trovano un allungo decisivo grazie al contributo di David Nwaba il quale – giocando i minuti generalmente riservati a Theo Pinson –  chiude all’intervallo con 8 punti e una bomba da tre che consente ai padroni di casa di andare negli spogliatoi con un vantaggio di sette lunghezze.

Brooklyn difende bene il perimetro nel primo tempo, limitando le capacità offensive da tre punti degli ospiti. Spencer Dinwiddie chiude i primi 24 minuti con 16 punti.

 

L’inizio del terzo quarto è caratterizzato da un avvio piuttosto difficoltoso per Brooklyn che commette un elevato numero di turnover, ben 6 in appena 5 minuti di gioco, decisamente in controtendenza rispetto alla buona gestione del pallone offerta nel primo tempo (dove le palle perse erano state solo 3). Miami ringrazia e riesce a riportarsi in parità nella parte centrale del periodo.

Jarrett Allen si infortuna al pollice della mano sinistra dopo una pesante caduta sul parquet ed è costretto a sedersi in panchina con un vistoso tutore a protezione dell’arto infortunato, ma il suo sostituto DeAndre Jordan tiene ottimamente il campo realizzando parecchi canestri nel pitturato con dei semiganci che portano fiducia e punti ai padroni di casa.

La gara vive di un equilibrio sostanziale con entrambe le squadre che si avanzano e sopravanzano continuamente fino alla sirena del terzo quarto che vede gli ospiti avanti di due punti sul parziale di 83-81.

 

Nel quarto finale parte benissimo la panchina dei Nets che produce un mini allungo grazie ai punti di Pinson (5), Nwaba (2), Temple (2) e Jordan (2): il punteggio torna a sorridere per Brooklyn che vede salire a + 4 il suo vantaggio.

Coach Kenny Atkinson rimanda in campo il quintetto titolare quando mancano sei minuti alla fine della partita e la fiducia nei titolari viene ripagata da Joe Harris (FG 8/13, 4/7 dalla lunga distanza) che va a segno con due triple consecutive che portano il vantaggio dei bianconeri a toccare quota 6 punti.

Jimmy Butler risponde per Miami con un tiro da tre punti che riporta sotto gli ospiti, ma ci pensa ancora una volta Spencer Dinwiddie con una tripla ad alto coefficente di difficoltà a creare nuovamente un divario di otto punti tra le due squadre con poco più di quattro minuti alla fine della gara.

Miami si affida ai suoi uomini migliori (Butler, Dragic) e con una difesa spietata fatta di trappole difensive in raddoppio su Spencer Dinwiddie che costringe l’attacco dei Nets a ricorrere sistematicamente a giocate in isolamento, riesce a rientrare in partita grazie ad un parziale di 10-0 (generato prevalentemente dalla lunetta) che alimenta la rimonta degli ospiti di nuovo avanti di 1 punto con 45 secondi al termine della gara. Atkinson non ha più timeout a disposizione per chiamare le azioni offensive – sciagurato in tal senso una richiesta di review di un fallo che “brucia” l’ultima pausa a disposizione – e si affida dunque all’istinto predatorio di Spencer Dinwiddie che questa volta però fallisce entrambi i tiri finali del possibile sorpasso, condannando così i Nets alla sconfitta finale per 109-106.

Non bastano a Brooklyn i 29 punti di Dinwiddie e i 25 di Joe Harris per portare a casa la vittoria.

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