Focus sugli avversarsi: Chicago Bulls

Concluso il poco convincente viaggio ad Ovest (1 vittoria e 3 sconfitte) i Brooklyn Nets termineranno la lunga serie di trasferte questa notte allo United Center dei Chicago Bulls contro una squadra che di certo non ha entusiasmato in questo avvio di stagione, con un record di 4 vittorie e 8 sconfitte.

Da questa stagione il coordinatore degli schemi offensivi dei Bulls è una vecchia conoscenza dei Nets: Chris Fleming – negli scorsi tre anni assistant coach di Kenny Atkinson a Brooklyn – sta cercando di plasmare l’attacco di Chicago sui dettami di gioco a lui più cari, ovvero tanta velocità nelle transizioni, la presenza fissa di quattro giocatori sul perimetro per aprire al massimo le difese avversarie, un alto numero di possessi a partita e un ricorso massiccio alle soluzioni dalla lunga distanza. Per il momento però la squadra fatica ad adattarsi a questo stile di gioco, perchè se è vero che nella classifica “PACE” i Bulls occupano la 9° posizione nella classifica NBA con un valore medio di 104.13 possessi a partita, è altresì innegabile che il rendimento offensivo è ancora deficitario, con i Bulls che non riescono ad andare oltre  il 21° posto nella classifica di punti realizzati a partita con un punteggio medio di 107.4.

La backcourt titolare dei padroni di casa è formata dalla superstar Zach LaVine, leader indiscusso della squadra che si presenta al match di questa notte con una media di 20.4 punti a partita, e da Tomas Satoransky, reduce da un ottimo mondiale quest’estate con la Repubblica Ceca: il giocatore europeo sta dimostrando di essere una temibile minaccia dall’arco dei tre punti anche nell’NBA con una percentuale di realizzazioni del 46%.

Ma quest’anno c’è anche un nuovo giovane toro che si aggira per il parquet di Chicago: si tratta di Coby White, il rookie selezionato con la 7° scelta assoluta nel Draft 2019. L’ipertricotica guardia con la maglia numero 0 ha già lasciato un segno tangibile nelle sue prime 11 apparizioni in NBA, visto che ben due delle quattro vittorie stagionali complessive dei Bulls (contro Grizzlies e Knicks) portano la sua firma indelebile con performance rispettivamente da 25 e 27 punti. Contro New York il talentuoso giocatore ha stabilito anche il record di bombe da tre realizzate in un singola gara (7) da un giocatore al primo anno tra i professionisti.

 

Anche nell’ultimo match perso contro i Milwaukee Bucks la matricola appena 19enne è apparsa in gran forma segnando 26 punti, dimostrando di essere un vero proprio “microonde” in uscita dalla panchina, capace di offrire un contributo enorme dalla linea dei 3 punti (sei le triple infilate nell’ultimo match). Insomma, un vero e proprio jolly offensivo per la second unit allenata da Jim Boylen.

Per un giocatore che sta superando le più rosee aspettative, ce ne è uno che sta deludendo non poco: Lauri Markkanen, il biondo “unicorno” finlandese, non ha mai inciso in questo inizio di stagione, probabilmente pagando dazio più di ogni altro alla nuova filosofia offensiva voluta da Chris Fleming. A complicare ulteriormente le cose per  Markkanen vi è anche una situazione fisica precaria a causa di un un infortunio rimediato il 1° Novembre nel match contro i Detroit Pistons e non ancora superato completamente: i numeri post-infortunio totalizzati nelle 5 gare successive (12.4 punti, 5 rimbalzi) indicano infatti una chiara regressione rispetto a quelli fatti registrare in avvio di stagione (17.4 punti, 9.8 rimbalzi).

Se c’è un aspetto dove i Bulls stanno faticando non poco è alla voce rimbalzi, con la squadra che occupa il quartultimo posto con una media di soli 42.9 e dunque decisamente sotto il rendimento dei Nets che al contrario eccellono nella lotta sotto i tabelloni con un valore medio di 48.8 (secondo miglior dato assoluto, dietro solo ai Milwaukee Bucks). Per tentare di migliorare la situazione sotto canestro l’head coach di Chicago – Jim Boylen – potrebbe dare maggior spazio in campo a Thaddeus Young, ala grande veterana giunto al suo 13° anno tra i pro e vecchia conoscenza dei Brooklyn Nets, con cui ha militato nella stagione 2015-2016.

Spunto di sicuro interesse questa notte sarà anche la battaglia dei lunghi tra Wendell Carter e Jarrett Allen: il centro titolare dei Bulls proviene da un buon inizio di stagione, con una media di doppia-doppia (13 punti e 10 rimbalzi a partita), con Allen invece reduce da una buona prestazione nell’ultimo match contro i Denver Nuggets di Nikola Jokic (17 punti, 10 rimbalzi).

Brooklyn potrà beneficiare dell’assenza per infortunio di Otto Porter JR, ala piccola di assoluto rilievo che due anni fa è stata vicinissima a vestire la maglia dei Nets: il General Manager Sean Marks provò infatti un assalto del valore di 106 milioni di dollari per accapparrarsi i servizi del giocatore allora in forza agli Wizards nel mercato dei restricted free agent, con Washington che però decise di pareggiare la maxi offerta di bianconeri, stoppando così l’arrivo di Porter nella Grande Mela.

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