I Nets sciupano un vantaggio di 17 punti: Boston avanti 2-0 nella serie

I Brooklyn Nets si illudono per tre quarti, per poi cedere di schianto negli ultimi dodici minuti e concedendo così la seconda vittoria consecutiva ai Boston Celtics, ora avanti 2-0 nel primo turno dei Playoff.

Ben Simmons non è ancora pronto, per questo Steve Nash non effettua nessun cambio rispetto al quintetto iniziale schierato in gara 1 e composto da Kyrie Irving, Seth Curry, Kevin Durant, Bruce Brown e Andre Drummond.

Anche coach Udoka non apporta nessun cambiamento, con la lineup formata da Marcus Smart  (fresco vincitore del premio difensore dell’anno), Jaylen Brown, Jayson Tatum, Al Horford e Daniel Theis.

Nei primi tre minuti la partita ha un solo, unico protagonista: Bruce Brown – che nella prima partita aveva segnato appena 5 punti – firma tutti i primi 9 punti per Brooklyn che materializzano un parziale di 9-0 in favore dei bianconeri.

L’allenatore dei Celtics, Ime Udoka, non può far altro che chiamare timeout per spegnere sul nascere l’ardore dei Nets. La breve interruzione sveglia leggermente i padroni di casa che iniziano a produrre qualche canestro, ma Brooklyn è comunque in grado di mantenere le distanze soprattutto con i numerosi viaggi in lunetta di Kevin Durant: il numero 7 mantiene a distanza i Celtics, mentre appare decisamente più in ombra Kyrie Irving, osteggiato in maniera selvaggia dal pubblico ostile del TD Garden. A tre minuti dalla fine il vantaggio dei Nets è di 11 punti (25-14).

Nel finale di primo quarto Grant Williams va a segno con due triple che scalfiscono leggermente il divario tra le due squadre, distanziate di 9 punti al termine dei primi dodici minuti.

 

I Celtics spingono forte fin da subito nel secondo quarto per riguadagnare il terreno perduto, ma la spinta propulsiva biancoverde dura poco, subendo un nuovo brusco stop dopo un parziale di 10-2 messo a segno dai Nets grazie ai canestri di Brown e Irving. E così, trascorsi cinque minuti nel secondo periodo, il vantaggio degli ospiti ammonta a 14 punti (45-31).

Marcus Smart prova a prendere per mano i suoi ed in 40 secondi mette a segno 6 punti che mandano Boston sul – 8, ma la reazione dei Nets è altrettanto veemente e porta la firma di Goran Dragic: il dragone sloveno è una macchina da punti inesauribile in uscita dalla panchina (16). Se a questo si somma il dominio sotto le plance dei lunghi bianconeri, Brooklyn non può fare altro che aumentare il suo massimo vantaggio che tocca le 17 lunghezze. Tatum torna a brillare nel finale, levigando leggermente il gap che comunque rimane bloccato sulla doppia cifra.

 

I Celtics tornano in campo dalla pausa lunga lunga con uno spirito del tutto diverso rispetto a quanto mostrato nei primi ventiquattro minuti: Al Horford colpisce con regolarità dall’arco dei tre punti, coadiuvato ottimamente dalle penetrazioni di Jaylen Brown. In quattro minuti Boston si riporta sul – 4 (72-68), mentre Brooklyn si scontra contro la coriacea difesa biancoverde che toglie spazio e ossigeno a Kevin Durant che si macchia di un paio di palle perse.

Il pubblico del TD Garden si risveglia dal torpore che lo aveva avvolto nei primi due quarti, spingendo ulteriormente l’intensità in campo dei padroni di casa che arrivano ad impattare il risultato sul 79-79 a due minuti dalla fine. Steve Nash  – senza alcuna apparente motivazione – utilizza davvero pochissimo Goran Dragic, grande protagonista nel primo tempo: tuttavia Brooklyn ha un buon momento nelle battute finali mettendo a segno una run di 7-0 che fissa il punteggio 90-85 alla vigilia degli ultimi dodici minuti di gara 2.

 

L’attacco dei Nets viene limitato a dei stucchevoli uno contro uno di Irving e Durant, e le percentuali dei bianconeri sprofondano fino al 2 su 12 dal campo. La produzione offensiva di Boston al contrario si esalta con la performance di Jaylen Green che inizia a segnare canestri vitali per il sorpasso biancoverde, che si materializza grazie ad un break di 14-2. Per la prima volta nella partita sono i Celtics a condurre, avanti di 5 lunghezze.

La squadra di Steve Nash è a corto di idee in attacco, e la prolungata mancanza di canestri da parte delle sue due superstar fa crollare la fiducia di Brooklyn che si arrende sul punteggio finale di 114-107.

 

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