I Nets battono i Pistons anche senza Harden, Durant ne segna 51

I Brooklyn Nets sonnecchiano per tre quarti, ma trovano il colpo del KO negli ultimi dodici minuti grazie ad una mostruosa prestazione di Kevin Durant.

Per la prima volta in questa stagione i Nets decidono di tenere a riposo James Harden, lasciando a Patty Mills e DeAndre Bembry il compito di gestire la backcourt titolare. Nash conferma Durant e Aldridge nello starting five, che viene completato da James Johnson. Indisponibili, oltre a Joe Harris e Kyrie Irving, anche Paul Millsap per motivi personali.

I Pistons allenati da Dwane Casey – reduci da ben 11 sconfitte consecutive – devono invece fare i conti con l’assenza di Jeramy Grant, uno dei migliori giocatori della franchigia, a cui si aggiunge anche quella di Kelly Olynyk.

 

Patty Mills è l’uomo più caldo nei primi minuti del quarto iniziale, con l’australiano dei Nets che mette a segno 8 dei primi 14 punti per i suoi. L’attacco bianconero è praticamente infallibile (FG 5-6), mettendo a nudo tutte le pecche difensive dei Pistons, decisamente in difficoltà nel contestare in modo efficace i tiri dal perimetro degli ospiti. Brooklyn continua a imperversare anche nella fase centrale del 1° quarto esemplificato dal break di 10-3 che regala il primo vantaggio in doppia cifra agli uomini di Steve Nash sul 24-13.

Detroit prova a rientrare in partita nel finale grazie ad un paio di triple messe a segno da Cade Cunnuningham (il migliore dei suoi con 10 punti all’attivo), ma i canestri dal mid-range del solito puntuale LaMarcus Aldridge mandano i Nets sul + 7 alla fine dei primi dodici minuti.

 

Con Kevin Durant e Patty Mills in panchina per tutta la prima parte del secondo quarto, i Nets risentono terribilmente della mancanza di uno scorer come James Harden, e per cinque lunghissimi minuti la via del canestro per Brooklyn diventa un miraggio: Detroit non si fa scappare la ghiotta occasione per riaprire la partita e sferra un perentorio parziale di 13 a 0 che manda per la prima volta avanti i padroni di casa sul + 4 (42-38).

Steve Nash apporta i correttivi necessari semplicemente reinserendo i due titolari nella seconda metà del 2° quarto, e gli effetti benefici non tardano ad arrivare: i Nets tornano a segnare con straordinaria puntualità, sfruttando anche i numerosi viaggi in lunetta concessi dall’elevato numero di falli commesso da Detroit. All’intervallo il tabellone elettronico della Little Caesars Arena recita 60-57 in favore degli ospiti, con KD autore di 22 punti personali.

L’avvio dei Nets al rientro in campo dalla pausa lunga è in chiaro-scuro: se i primi minuti vedono il solito Kevin Durant dominare in attacco, con lo scorrere del tempo gli uomini di Steve Nash iniziano a perdere palloni su palloni (ben 10 complessivamente), lasciando pista libera per Detroit che, trascinati da uno straordinario duo composto da Saben Lee e Cade Cunningham, creano un nuovo parziale di 12-0 che rimanda i padroni di casa sul + 7 (73-66).

Kevin Durant tira con un fenomenale 7/7 dal campo nel terzo quarto e mantiene praticamente da solo in piedi Brooklyn, che comunque alla vigilia del quarto conclusivo accusa un gap di 5 punti.

 

I primi due minuti del 4° quarto sono dominati dai Brooklyn Nets che grazie al solito Kevin Durant piazzano un allungo di 11-0 che fissa il punteggio sul 97-91 in favore degli ospiti. Detroit accusa psicologicamente il colpo, continuando a girare a vuoto in attacco e perdendo per ben 9 volte il possesso del pallone in attacco.

I Nets appaiono in controllo ed aumentano le distanze, ma il top scorer Kevin Durant è costretto a giocare la fase centrale e finale del quarto con la spada di Damocle dei 5 falli, ma il rendimento del campione bianconero non ne risente, toccando quota 51 punti prima di sedersi in panchina negli ultimi due minuti con la gara ormai già in cassaforte che termina sul punteggio finale di 116-104.

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